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martedì 8 febbraio 2011

PORNO ALIENAZIONE

DA SEMPRE LA PROSTITUZIONE E’ LA REGOLA NELLA SOCIETA’ CAPITALISTA E’ L’ALIENAZIONE SISTEMATICA LEGALIZZATA E PATOLOGICA DELL'UMANITA’ DA SE STESSA.

“E’ la meretrice universale, l’universale ruffiano degli uomini e dei popoli... Il danaro è il potere alienato dell’umanità"

AMARE ED ESSERE AMATI SENZA DOVER COMPERARE L'AMORE 

L'alienazione, nel suo verbo "alienare", fa parimenti riferimento all'atto dell'allontanare o dell'estraniare da sé e, quindi, all'atto di prendere distanza da qualcuno o da qualcosa (la terminologia legata a questa parola viene spesso usata anche per indicare i folli, gli alienati mentali per l'appunto, o chi vive ai margini della società e della comunità umana, e tutti coloro che esprimono comportamenti borderline)

Altre volte, infine, il termine viene utilizzato per indicare genericamente il disagio dell'uomo nella moderna civiltà industriale, nella quale l'artificio che gli è proprio lo fa sentire lontano dalle proprie radici naturali. I primi studi in cui questo concetto viene esplicitato si hanno con Rousseau, Fichte, Schelling ed Hegel, mentre è proprio con le elaborazioni di Marx ed Engels - e di molti autori formatisi a questa scuola di pensiero e di azione politico-economica - che lo studio e l'analisi del fenomeno dell'alienazione, dopo l'avvento della società industriale e capitalista, trova la sua fioritura.

Secondo Marx, alienazione è quel processo che estranea un essere umano da ciò che fa fino al punto da estraniarsi da sé stesso.

Alienazione – Wikipedia


Il termine prostituzione compare, per la prima volta, nei MANOSCRITTI ECONOMICO-FILOSOFICI DEL 1844. Esso è collegato alla lettura degli economisti francesi ed inglesi e alle letture di Marx sulle condizioni della classe operaia. La prostituzione era messa in relazione da questi autori con il fenomeno piu'generale della miseria fisica e morale delle classi lavoratrici nei paesi industrializzati (Francia e soprattutto Inghilterra). Essa era affrontata con strumenti di tipo analitico e statistico, oppure come per coloro che, in seguito, Marx chiamera'"economisti romantici", con una generica commiserazione derivata dai luoghi comuni della morale borghese. Tutti concordavano sulla inevitabilita' del fenomeno, conseguenza naturale e necessaria dello sviluppo industriale. Il giovane Marx invece collega la prostituzione con il lavoro alienato, sottolineandone quindi il carattere sociale e non individuale. La causa della miseria e della degradazione morale connessa alla prostituzione non e', secondo Marx, lo sviluppo industriale in quanto tale, ma l'estraneazione. Essa, mettendo in opposizione il lavoratore col suo prodotto, lo costringe ad accettare le leggi del capitale e a lavorare solo per la sua sussistenza fisica. Il lavoratore rinuncia cosi' alla propria dignita' e alla propria condizione umana.


"La prostituzione e' soltanto un'espressione particolare della GENERALE prostituzione dell'operaio e poiche' la prostituzione e' un rapporto che coinvolge non solo chi e' prostituito ma altresi' chi prostituisce -la cui abnegazione e' ancora piu' grande- rientra in questa categoria anche il capitalista" (MEF, 322 nota). Lo stesso fenomeno della prostituzione, secondo Marx e' perfettamente coerente alle leggi dell'utile enunziate dagli economisti per cui tutto deve essere reso veniale e deve entrare nel mercato.


Repeat: Lo stesso fenomeno della prostituzione, secondo Marx e' perfettamente coerente alle leggi dell'utile enunziate dagli economisti per cui TUTTO DEVE ESSERE RESO VENALE E DEVE ENTRARE NEL MERCATO.


"Quando si mettono gli uomini in una situazione che si addice soltanto alle bestie, non rimane loro null'altro che ribellarsi o sprofondare nell'animalità. E poichè, per di più, la borghesia stessa contribuisce bravamente all'aumento diretto della prostituzione -quante delle 40.000 donne di piacere che popolano ogni sera le strade di Londra vivono a spese della virtuosa borghesia? Quante di esse non debbono alla seduzione di un borghese se per vivere sono costrette a vendere il proprio corpo ai passanti? -essa non ha davvero il diritto di rimproverare agli operai la loro brutalità sessuale"

Il termine compare anche nell'opera del giovane Engels: LA SITUAZIONE DELLA CLASSE OPERAIA IN INGHILTERRA (1845). Il quadro in cui si colloca è, come in Marx, umanista. Engels sottolinea come il fenomeno della prostituzione sia uno dei tanti aspetti della degradazione materiale e morale del proletariato inglese. Gli operai costretti a condizioni di lavoro disumane ed a una esistenza al limite della sopravvivenza, sono spinti, per Engels, a trovare nell'abuso del bere e dei rapporti sessuali l'unico piacere a loro consentito. La prostituzione, perciò, riproduce, nei rapporti umani, la stessa animalità e brutalità che caratterizza il rapporto dell'operaio con il capitalista. Engels, come già Marx nei MANOSCRITTI, nega alla borghesia il ruolo di custode della moralità e ritiene che essa sia la principale causa della prostituzione e, contemporaneamente, la sua maggior utente. 

Ma quanto più l'antico eterismo tradizionale, ai tempi di oggi, grazie alla produzione capitalistica delle merci, si muta e si adatta ad esso, e quanto più si trasforma in aperta prostituzione, tanto più esso esercita un influsso demoralizzante. E demoralizza precisamente molto di più gli uomini che le donne. La prostituzione degrada tra le donne solo le infelici che in essa precipitano, e anche costoro in una misura molto minore di quello che comunemente si crede. Invece essa degrada il carattere di tutto il mondo maschile" 

Lo sviluppo capitalistico riduce il fenomeno sociale della prostituzione alle leggi dominanti delle merci. Questa situazione provoca una progressiva degradazione morale che colpisce sia le donne che, in misura maggiore, gli uomini. Essi, infatti, godono nella famiglia monogamica particolari privilegi che li rendono maggiormente colpevoli.

La scomparsa della prostituzuione e' collegata da Engels alla scomparsa della societa' che l'ha prodotta. Con l'abolizione del capitalismo muteranno, per Engels, anche i rapporti umani ed i nuovi rapporti che si instaureranno saranno decisi da una generazione di uomini nuovi. "Una generazione d'uomini i quali, durante la loro vita, non si saranno mai trovati nella circostanza di comperarsi la concessione di una donna col denaro o mediante altra forza sociale; e una generazione di donne che non si saranno mai trovate nella circostanza ne' di concedersi a un uomo per qualsiasi motivo che non sia vero amore, ne' di rifiutare di concedersi all'uomo che amano per timore delle conseguenze economiche" (C.B.).

Quindi, in questi tempi di "Puttanopoli", per concludere ricitando Marx:

AMARE ED ESSERE AMATI SENZA DOVER COMPERARE L'AMORE

tune (e alienazione) 
Dal dizionario Marx Engels*

Gigi Sabani ed altri "artisti" del calibro di Merola, con la complicitàdi alcuni innominati politici, sono stati indiziati per incitamento e sfruttamento della prostituzione ai danni di giovanissime e ben fornite aspiranti "artiste"

La straripante fogna degli innocentisti, da Sgarbi al "progressista" Costanzo, accorso ad abbracciare e baciare Sabani (un "collega" in tutti i sensi!), porta questo argomento: l’attività sessuale degli individui è un libero fatto privato su cui non è lecita l’intromissione pubblica. Quelle che ci sono state lo hanno fatto, del pari, per libera scelta.

Quesa è la regola della porno-società, un’immensa casa di tolleranza. La stessa pedofilia e la pedopornografia sono un anello di una catena tutta perversa.

Marx parte dalla generale e collettiva alienazione legata al sistema del lavoro salariato e della proprietà privata (che ne è la traduzione) per dimostrare come, in questo sistema, tutte le facoltà umane ne risultino snaturate, imbestialite sotto il segno del possesso (e del complementare spossessamento), cioè della riduzione di ognuna di esse (dal sesso all’intelligenza) a merce "liberamente" (il che significa: coattivamente, al massimo) venduta e comprata dietro contante.

La libera compravendita in oggetto non riguarda i soli organi genitali, ma, per l’appunto, tutti gli attributi umani "consumabili". Quella dell’intelligenza, e "persino" dell’arte.

L’aspetto della compravendita sessuale, soprattutto in quanto mascherata dalla libera contrattualità tra i soggetti, non è che quello più "immediato" (nel senso usato da Marx) ed evidente, in quanto "il rapporto tra il maschio e la donna è il più naturale dei rapporti tra essere umano ed essere umano" ed in esso si mostra fino a qual punto il comportamento in materia sia umano o meno. Nella società borghese: disumano al massimo.

Marx arriva a dire che "la prostituzione non è che un aspetto particolare della generale prostituzione dell’operaio". Dietro salario l’operaio è costretto a vendere, col proprio lavoro, sé stesso, la propria umanità alienatagli. Da questo punto di vista, anche egli "cala le mutande". La differenza sta, quando ci sta, nel fatto che a questa dura coazione "naturale", "spontanea", legale (e... morale, come da insegnamenti di Santa Madre Chiesa e Chiese Progressiste varie), il proletario può rispondere reagendo collettivamente a ciò, prendendone coscienza, organizzandosi teoricamente e politicamente per abolire il presente stato di cose. Individualmente non può che vendersi "liberamente"; ma collettivamente può riscattarsi.

Per quanto paradossale possa sembrare a chi sta con la testa affondato nell’ideologia corrente, anche laddove si atteggi a "progressista", noi diciamo che proprio e solo questo movimento reale della classe è in grado di spezzare l’insieme del sistema generalizzato di prostituzione che emana dalla società borghese, risolvendo in sé anche la questione derivata (ma non secondaria) della mercificazione del sesso.

ci stavano con me perché sono bello, attraente e ben dotato per giunta; non solo ci stavano di propria spontanea volontà, ma erano esse a prendere l’iniziativa (io, al massimo, mi limitavo a registrarla in filmini che posso portare a prova di discarico). Merola dixit

Agnelli potrebbe dire: non sono io ad obbligare gli operai a concedersi alla FIAT; sono essi che mi si offrono e mi tentano (e porto a riprova i contratti di lavoro da essi liberamente sottoscritti).

l’attuale libertà è solo coazione a vendersi. La generale prostituzione sociale poggia sulla sua espropriazione di umanità, sul suo sfruttamento. Le girls non sono una classe, non producono ricchezza, ma servono a consumare nella dissoluzione parte della ricchezza prodotta dal proletario. Sono merce per il consumo di lusso. Il loro orizzonte "teorico" e politico è quello di essere ben pagate per questo (l’accedere alle luci della ribalta diventando "artiste" non è che la traduzione in altri termini di questo bruto fatto mercantile). Se si ribellano, è perché ritengono che il contratto non sia stato rispettato; sulla loro bandiera non sta scritto "abolizione del sistema della prostituzione", ma "una giusta prostituzione".

E’ la regola generale della società presente che, dovunque e comunque, incita alla prostituzione e la sfrutta. (Non sono, forse, esempi da casa di tolleranza le copertine ed i servizi di riviste che si pretendono serie e di sinistra comeL’Espresso, gli spot televisivi che per venderti il gelato ti mimano una fellatio, i concorsi di Miss Casa Chiusa Italia e, insomma, tutta l’educazione al proporsi ed al vendersi oggi massmediata?)

In uno storico numero dell’Unità all’indomani della morte di Moana Pozzi si dedicò una pagina intera alla commemorazione commossa dell’"artista". Si scrisse: era una persona di grande dignità, che aveva abbracciato questo mestiere per libera scelta, persino come ideale morale (sia pure "particolare"). Sgarbi quotidiani ante litteram.

In queste poche parole è riassunta una integrale apologia del porno-capitalismo e vi è un chiaro, se pur indiretto, messaggio ai proletari: il sistema della produzione di merci e di riduzione del proprio stesso corpo a merce per la soddisfazione del consumatore solvente è la libera scelta, l’ideale morale che vi compete e da cui non vi è lecito uscire neppure nella testa; il comunismo, il "sogno di una cosa" umana, ceda alla immonda cosa realizzata del capitalismo.

Convincetevi: se la Moana ramazza il pavimento con una scopa infilata nel sedere, o la Marina Frajese si accoppia con degli animali, la loro è una personale, volontaria "vocazione" ed altrettanto dev’essere del vostro lavoro; continuate a produrre e consumare merci, a desiderare (se mai vi sarà possibile) di poterne un giorno consumare anche voi di più "raffinate", come sarebbero i coca-party, gli scambi di coppia a pagamento, le squillo di lusso... Come individuo il singolo proletario non esce da quest’orizzonte, è anch’esso un consumatore, rappresenta un mercato, anche se alla scala squattrinata dei lettori del Tromba, dello spettatore dei filmetti hard core e dell’accoppiamento, se la va bene, con qualche battona economica. L’importante è che resti entro questi limiti, non si organizzi in classe, non prenda coscienza di sé, della propria universale miseria...

Il sessantotto tentò una critica con denunzie talora assai pertinenti. Cadde nella incapacità di sollevarsi dagli effetti alla causa ed avanzare una proposta risolutrice. Il suo meschino orizzonte protestatario piccolo-borghese si riassumeva in questo: la soluzione sta nell’individuo, nel suo cervello, nella sua etica personali. "Il corpo è mio e lo gestisco io". Noi marxisti diciamo: no, anche il corpo è un dato sociale e la sua "gestione" (brutta parola, che già sa di libero mercato) potrà essere umana solo a patto di un rivolgimento collettivo, sociale. Noi non chiediamo alle ragazze di essere assennate con le proprie mutande, ma di combattere contro questa società, le sue "idealità", le sue violenze; di non essere in alcun modo "consensuali" col sistema.

Ed avremo, solo allora, ben altro che un Sabani da evirare e distruggere!


La pratica, l’ideologia e la morale del capitalismo comporta una doppia infamia: quella "di chi si prostituisce come di chi prostituisce". I vari Sabani, Merola etc. e le loro "conquiste" s’inscrivono in questo registro, perfettamente consono a tutta la società attuale. Non essi sono, di per sé, in quanto "individualità", dei mostri: mostruoso è l’insieme di questa società, i cui protagonisti alla ribalta non sono che delle maschere, delle personificazioni sceniche dell’"universale ruffiano" capitale.

INCITAMENTO E SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE?
NON UN REATO, MA LA REGOLA DELLA SOCIETA’ PRESENTE Il "caso Sabani (& Co.)" oltre la facciata della cronaca

Baby Prostituzione


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