Post in evidenza

Raped by the System: the Wadakancherry Rape Case

The prime accused in the case is a corporation councillor belonging to the CPM that is ruling the state

domenica 13 febbraio 2011

PORNLAND come il porno ha modificato la sessualità

Che cosa significa parlare della protezione dei bimbi quando la pornografia e la violenza possono essere guardate in così tante case attraverso i mass media ampiamente disponibili oggi?

Gail Dines è una docente di sociologia all’Univeristà di Boston ed ha condotto una ricerca più che ventennale sull’industria del porno e sulla cultura pop: il suo ultimo libro, da poco pubblicato in lingua inglese, èPornland: how Porn has Hijacked our Sexuality(Pornopoli: come il porno sta deviando la nostra sessualità)
Il libro analizza l’industria del porno: l’impatto che essa sta avendo sulla nostra cultura, gli effetti che questo genere di consumo stanno producendo sugli uomini e sulle donne (dalle fantasie ai comportamenti) e, non ultima, la crescente legittimizzazione che essa sta incontrando nei media.
Il porno, secondo la Dines, offre una versione generica del sesso: plastificata, stereotipata, noiosa, priva di creatività e scollegata dalle emozioni e dalla vita intima delle persone, ma ciò nonostante, poiché è anche molto violenta ed enormemente diffusa, essa sta sempre più acquisendo il potere di modificare la vita sessuale anche di coloro che non la guardano.
Infatti, secondo la Dines, gli uomini che fanno uso di pornografia, tendono poi a fare continue pressioni alle loro fidanzate e mogli per ripetere quello che vedono nei filmati porno: rapporti che spesso le donne non desiderano avere.
Tutti coloro che ritengono questo atteggiamento contro la pornografia una forma di puritanesimo, dice la sociologa, semplicemente non sanno cosa sia la pornografia oggi e credono ancora che la parola  “porno” sia abbinabile alle immagini che si vedevano su Playboy 10 anni fa: una donna nuda che sorride alla macchina fotografica, mentre passeggia in un campo di grano…
Non è così: le immagini della pornografia di oggi sono immagini crude, di sesso brutale, punitivo, ideato per svilire, umiliare e degradare il corpo della donna.
Se i genitori si rendessero veramente conto di quanto i loro figli siano bombardati da queste immagini, ne sarebbero sicuramente sconvolti. Il consumo di pornografia, afferma l’autrice del libro, oggi inizia ben prima di arrivare all’adolescenza: l’età media dei ragazzi che si avvicinano alla pornografia è 11 anni. Che idea può farsi della sessualità un bambino-ragazzo che non ha ancora avuto esperienze? La fruizione di questi prodotti in che modo cambierà la sua vita sessuale?
Secondo la sociologa è un abuso inaccettabile nei confronti dell’infanzia lasciare che i bambini siano esposti a queste immagini.
Il problema comunque non riguarda solo i bambini: il consumo di pornografia desensibilizza la persona nei confronti dello stimolo sessuale e porta i consumatori a chiedere all’industria del porno prodotti sempre più hard.
La Dines si sta battendo in una campagna di sensibilizzazione su questi temi (vedi l’associazione Stop Porn Culture). Così come si sono state campagne contro il consumo di sigarette o contro il bere prima di guidare, secondo Gail Dines è necessario dare vita ad una massiccia campagna educativa contro l’industria del porno: per avvisare donne e uomini, ragazzi e ragazze, dei danni cui questo consumo li espone.
Al momento invece nessuno fa nulla e la pornografia è diventata la forma principale di educazione sessuale dei giovani.
Le ragioni di questa inspiegabile passività vanno cercate, prosegue la Dines, in due direzioni: anzitutto si tratta di un problema nuovo, che dura da appena un decennio e poi molte persone che non si interessano di questa cosa la sottovalutano perché non si rendono conto del degrado cui è arrivato questo genere di produzioni. A tutto questo andrebbe aggiunto inoltre che le persone hanno una terribile paura di essere considerate antiquate, sessuofobe: quello che va spiegato, dice la sociologa, è che non si sta parlando di sesso, ma si sta parlando di una industria, quella della pornografia, che per raggiungere i suoi immensi profitti, si è arrogata il diritto di influire sulla nostra cultura e modificare la nostra sessualità.

Pornland: come il porno sta cambiando la nostra sessualità



La pornografia dà una visione distorta della sessualità rappresentando una grave minaccia per il matrimonio, secondo un rapporto pubblicato a dicembre dal Family Research Council.

Patrick F. Fagan, senior fellow e direttore del Centro di ricerca su matrimonio e religione del Consiglio, ha descritto gli effetti sociali e psicologici della pornografia nello studio dal titolo "The Effects of Pornography on Individuals, Marriage, Family and Community".

Contrariamente all'argomentazione secondo cui la pornografia è un piacere innocuo, Fagan riferisce di prove cliniche da cui risulta che essa provoca distorsioni significative nei comportamenti e nella percezione della natura della sessualità. I fruitori abituali di pornografia tendono infatti ad avere livelli più elevati di tolleranza verso comportamenti sessuali anormali, osserva lo studio. L'uso della pornografia crea anche dipendenza, a causa del rilascio di ormoni che stimolano i centri cerebrali del piacere.

Fagan riconosce che le energie sessuali sono una forza potente, ma proprio per questo la società deve incanalarle in modo da contribuire al bene comune. In questo senso, il matrimonio legittima l'intimità sessuale, tutela i bambini che sono il frutto del suo esercizio e promuove la stabilità sociale.

Porre limiti all'attività sessuale aiuta gli adolescenti a maturare un corretto orientamento della propria sessualità. Purtroppo, constata lo studio, gli sviluppi moderni dei media hanno demolito queste barriere e aumentato enormemente le modalità in cui la pornografia può insinuarsi nella vita familiare.

Per quanto riguarda le conseguenze per il matrimonio, Fagan richiama degli studi che dimostrano come l'uso della pornografia da parte del marito incida gravemente sulla moglie. In molti casi la moglie di un utilizzatore di pornografia sviluppa ferite psicologiche, tra cui sentimenti di tradimento, di perdita, diffidenza e rabbia, osserva l'autore. Dopo aver scoperto che il marito fa uso di pornografia, la moglie può iniziare a sentirsi non più attraente o sessualmente inadeguata, il che può portare a forme di depressione.

Gli uomini fruitori di pornografia, aggiunge Fagan, tendono a ridurre il loro coinvolgimento emotivo nel rapporto sessuale, cosa che produce nella moglie il senso di una minore intimità con il marito. In uno studio, i mariti hanno riferito di amare meno le proprie mogli dopo lunghi periodi di fruizione pornografica.
La pornografia ha anche un impatto sul lato fisico del rapporto, perché un'esposizione prolungata alimenta sensi di insoddisfazione rispetto al coniuge e al comportamento sessuale.
Secondo altri studi riferiti da Fagan, i fruitori di pornografia vedono il matrimonio come un limite alla sessualità, e questo porta a mettere in dubbio il valore del matrimonio come istituzione sociale.

L'allontanamento affettivo dalla moglie e dal matrimonio non è privo di conseguenze. Fagan osserva che l'uso della pornografia e di altre forme di contatto sessuale on-line è considerato da molte mogli dannoso per il loro rapporto quanto le infedeltà reali.

In effetti, gli uomini e le donne reagiscono alla pornografia in modo diverso. Secondo uno studio svolto su un campione di universitari, gli uomini sono risultati più adirati da un'infedeltà sessuale, mentre le donne più da un'infedeltà affettiva.
Un altro studio esamina le diverse tipologie di pornografia. Tre temi principali sono stati considerati, sia dagli uomini che dalle donne, quelli più degradanti, ma ad essi sono state attribuite intensità diverse: le donne li hanno definiti più degradanti rispetto all'indicazione data dagli uomini.

L'impatto sulla moglie aumenta quando il marito diventa dipendente dalla pornografia. Uno studio citato da Fagan rivela che il 40% di chi ha questa dipendenza sessuale finisce per perdere la propria moglie. La ricerca relativa al rapporto tra pornografia e divorzio non è molto estesa, ma secondo uno studio sugli avvocati divorzisti il 68% dei casi di divorzio è dovuto all'incontro su Internet di un nuovo partner e il 56% all'ossessivo interesse di uno dei coniugi alla pornografia su Internet.
Non sono solo le donne che soffrono quando la pornografia diventa dipendenza. Nel rapporto, osserva Fagan, l'uso dipendente della pornografia porta a una minore autostima degli uomini e a una loro ridotta capacità di condurre una vita sociale e lavorativa significativa.
Da uno studio sui dipendenti da pornografia risulta che, a causa della loro dipendenza, queste persone hanno sperimentato difficoltà e minori capacità in un importante aspetto della propria vita.

La pornografia, osserva Fagan, presenta l'attività sessuale come una sorta di momento sportivo o divertimento innocente senza alcun impatto emotivo o di salute. Ciò, semplicemente non corrisponde alla realtà, sostiene l'autore.

La pornografia porta infatti a una distorta percezione della realtà sociale: un'esagerata percezione del livello di attività sessuale nella popolazione generale e una stima gonfiata della diffusione di attività sessuali prematrimoniali ed extramatrimoniali. Porta anche a sovrastimare l'effettiva presenza di perversioni come il sesso di gruppo, il bestialismo e il sadomasochismo.
"In questo senso, i convincimenti che si formano nella mente di chi guarda pornografia sono ben lontani dalla realtà", commenta Fagan. "Ci si potrebbe interrogare se la costante visione di pornografia provochi una malattia mentale in materia sessuale".

Le principali convinzioni distorte causate dalla pornografia sono le seguenti: 1) i rapporti sessuali hanno natura ricreativa; 2) gli uomini sono normalmente guidati dal sesso; 3) la donna è un oggetto o una merce sessuale.
Di conseguenza, Fagan descrive come la pornografia alimenti l'idea che la degradazione della donna sia accettabile. Inoltre, poiché i maschi usano la pornografia molto più spesso delle donne, ciò porta a considerare la donna come un oggetto o una merce sessuale.

Fagan osserva che una significativa quota di pornografia ha contenuti violenti. Da uno studio su diversi prodotti di pornografia, si è riscontrata violenza in quasi un quarto delle riviste, in più di un quarto dei video e in poco più del 40% della pornografia on-line.

Gli studi suggeriscono che vi è una connessione tra l'esposizione alla pornografia e successive forme di aggressione sessuale, aggiunge. Anche il consumo di pornografia non violenta aumenta la propensione a imporre i propri desideri sessuali a partner riluttanti.

L'uso della pornografia è anche associato ai reati sessuali, afferma Fagan, che cita uno studio su persone condannate per reati sessuali su Internet. Questi individui hanno affermato di aver trascorso più di undici ore alla settimana visionando immagini pornografiche di minori su Internet.
Un altro studio che considera sia i criminali sessuali che in non criminali ha rivelato significative differenze nel loro uso della pornografia nell'adolescenza. Quote significative di stupratori e molestatori avevano infatti fatto uso di pornografia hard quando erano adolescenti.

La pornografia, quindi, non danneggia solo i matrimoni, ma ha un impatto grave anche sugli adolescenti. Uno studio su questa fascia di età ha mostrato che l'uso abituale della pornografia porta spesso all'abbandono della fedeltà verso le fidanzate. L'uso della pornografia risulta inoltre aver aumentato la successiva infedeltà coniugale di più del 300%.

Fagan spiega che la visione della pornografia in età adolescenziale disorienta la persona nella fase dello sviluppo, ovvero nel momento in cui si impara a gestire la propria sessualità e si è più vulnerabili nelle convinzioni sulla sessualità e sui valori morali.
Secondo uno studio sugli adolescenti, l'esposizione a materiale sessualmente esplicito su Internet aumenta significativamente la loro incertezza sulla sessualità. Un altro studio ha rivelato che l'esposizione degli adolescenti ad alte dosi di pornografia riduce i livelli di autostima sessuale.

Esiste anche un rapporto significativo tra il frequente uso di pornografia e sentimenti di solitudine, con serie forme di depressione.
Un alto consumo di pornografia in età adolescenziale è legato anche a un significativo aumento dell'attività sessuale tra amici non legati sentimentalmente e può essere un fattore significativo nell'insorgenza di gravidanze adolescenziali.

Ben prima dell'avvento di Internet, il Concilio Vaticano II, nel suo decreto sui mezzi di comunicazione sociale Inter Mirifica, aveva osservato che questi, se utilizzati bene, potevano essere di grande utilità per l'umanità.
La Chiesa sa "che l'uomo può adoperarli contro i disegni del Creatore e volgerli a propria rovina; anzi, il suo cuore di madre è addolorato per i danni che molto sovente il loro cattivo uso ha provocato all'umanità", osserva il decreto (n. 2). Un uso cattivo che oggi troppo spesso avvelena le famiglie e il matrimonio.


La tutela dei minori dallo sfruttamento sessuale è oggi una priorità per molti enti pubblici e privati. Secondo un recente rapporto, tuttavia, le misure che vengono concretamente adottate a fronte dei rischi per i bambini derivanti dalla pornografia di adulti sono gravemente insufficienti.

Morality in Media, una società no profit con sede a New York, ha pubblicato a settembre uno studio dal titolo "How Adult Pornography Contributes To Sexual Exploitation of Children". La tesi che si sostiene è che gli enti pubblici e privati non tengono conto delle conseguenze derivanti da ciò che viene definita come un'"esplosione" della pornografia hardcore di adulti su Internet e altrove.

Secondo il rapporto, la pornografia di adulti (senza la partecipazione di minori) rappresenta una minaccia per i bambini in molti modi:
-- La pornografia adulta è usata per preparare le future vittime;
-- Secondo molti, esiste una progressione diretta dal consumo di pornografia di adulti al consumo di pedopornografia;
-- Gli adulti agiscono con i minori che si prostituiscono emulando la pornografia adulta, e gli sfruttatori della prostituzione usano la pornografia di adulti per istruire i minori che si prostituiscono;
-- I bambini imitano, con i propri coetanei, i comportamenti visti nella pornografia di adulti;
-- La dipendenza dalla pornografia di adulti distrugge i matrimoni, e i figli che crescono con un solo genitore hanno maggiore probabilità di essere sessualmente abusati.

Robert Peters, autore del rapporto e presidente di Morality in Media, spiega che qualche decennio fa, studiando i casi arrivati in tribunale, si era imbattuto in molteplici esempi di sfruttamento sessuale di minori in cui l'imputato adulto aveva mostrato o consegnato pornografia di adulti al minore come parte di un processo di preparazione. Gran parte del dibattito si è incentrata sulla questione se la pornografia di adulti porti a commettere crimini sessuali. Sebbene la questione relativa al nesso causale rimanga ancora controversa, Peters osserva che nella sua esperienza l'uso della pornografia adulta per stimolare e desensibilizzare i bambini è certamente un metodo utilizzato e che contribuisce a rovinarli.
Si tratta di una constatazione che è ben più di un'opinione personale. Una delle appendici al rapporto contiene infatti più di 100 pagine di articoli di stampa e di casi giudiziari che si riferiscono a questo metodo di mostrare o somministrare pornografia ai bambini e di costringerli a guardarla.
Il rapporto prosegue spiegando che con il passare del tempo le persone che sono dipendenti dalla pornografia hanno bisogno di materiale sessuale sempre più esplicito e deviante, esattamente come avviene per i tossicodipendenti con la droga. Nel tempo, quindi, per ottenere lo stesso effetto iniziale, si ha bisogno di aumentare le dosi dell'elemento stimolante.
Peters osserva inoltre che si riscontra un aumento nella tendenza a emulare i comportamenti sessuali visionati nella pornografia. I fruitori della pornografia non sono quindi solo dei consumatori passivi, ma tendono a loro volta a mettere in pratica ciò che vedono.

Per quanto riguarda gli stessi bambini, il rapporto spiega che se uno di loro dovesse entrare in una libreria per adulti gli verrebbe detto di uscire, essendo vietato dalla legge vendere materiale pornografico ai minori.
Per contro, se lo stesso bambino dovesse "cliccare" sui siti più commerciali di contenuto pornografico, potrebbe vedere gratuitamente pornografia esplicita, senza alcuna restrizione. Il rapporto osserva criticamente che per quanto riguarda Internet i tribunali ritengono che l'uso dei filtri da parte dei genitori sia una soluzione adeguata al problema. I genitori hanno certamente un ruolo fondamentale nel proteggere i propri figli dai contenuti dannosi di Internet, ammette Peters. Tuttavia, gran parte di loro può continuare ad accedere a Internet fuori casa o attraverso i terminali mobili. È sufficiente che in un gruppo di amici uno di loro abbia accesso libero a Internet perché anche tutti gli altri possano accedervi, sottolinea il rapporto. Peters afferma anche che nei suoi lunghi anni di esperienza ha potuto constatare una significativa casistica di gente che non solo usa la pornografia di adulti per stimolare e istruire le vittime minori, ma anche per stimolare sessualmente se stessi.

Nelle conclusioni, il rapporto fa appello alle Chiese e alle altre organizzazioni religiose perché facciano di più per contrastare il problema della pornografia adulta. La pornografia è un problema non solo per molti di coloro che non frequentano le funzioni religiose, ma anche per molte persone di ogni età che invece le frequentano, sostiene il rapporto.

Il mondo dell'informazione e dell'intrattenimento potrebbe inoltre aiutare a mostrare il fenomeno della produzione e del consumo della pornografia di adulti come un vero problema, anziché come una questione senza rilevanza morale o sociale.

L'affermazione del rapporto per cui la pornografia danneggia la famiglia e i bambini non è certamente un'opinione isolata. In Australia, il Sydney Morning Herald, in un articolo pubblicato il 5 marzo scorso, ha riferito del caso di un marito che si è scoperto essere un pornodipendente. La "catastrofiche conseguenze emotive che derivano" da questa dipendenza sono purtroppo molto comuni.

Lo scorso anno, i consultori telefonici di Mensline, in Australia, hanno registrato un aumento del 34% delle chiamate da parte di uomini per i quali la pornografia costituiva un problema nel loro rapporto affettivo, ha osservato l'articolo.
La possibilità di accedere alla pornografia attraverso i computer e i telefoni cellulari ha rimosso quella cosiddetta barriera all'accesso, ovvero il senso di vergogna di entrare in un sexy shop per comprare una rivista o un video.

La pornografia costituisce un grave problema anche per le donne, ricorda l'articolo. "Una buona parte delle donne considera il consumo di pornografia da parte del marito come una forma di infedeltà", ha sostenuto il sociologo Michael Flood. "Persino quando il consumo è dichiarato, alcune donne lo considerano come una sorta di adulterio".

Il collegamento tra l'industria multimiliardiaria della pornografia e l'appetito sessuale è diventato come il rapporto tra l'obesità e i piatti super-abbondanti, ha affermato la femminista Naomi Wolf in un articolo apparso sul quotidiano Times del 4 aprile. "L'ubiquità delle immagini sessuali, più che liberare il potere di Eros, lo diluisce", ha aggiunto.

Ulteriori elementi a dimostrazione delle implicazioni che ne derivano per i bambini sono contenuti in un articolo pubblicato il 29 maggio sul quotidiano canadese Ottawa Citizen. Richard Poulin, docente di Sociologia dell'Università di Ottawa, ha partecipato ad una conferenza che si è svolta a Montreal dal titolo "Youth, Media and Sexualization". Il docente ha osservato che le aggressioni sessuali vengono commesse oggi da persone più giovani nei confronti di vittime più giovani. Inoltre, secondo un sondaggio da lui effettuato su studenti dell'Università di Ottawa, risulta che l'età media in cui si inizia a vedere immagini pornografiche è di 13 anni. Tra coloro i cui genitori tengono materiale pornografico a casa, l'età è risultata più bassa, ovvero tra i 10 e gli 11 anni.
Poulin ha anche menzionato un sondaggio che mostra che un uomo su cinque tra i 22 e i 23 anni ammette di essere sessualmente attratto da ragazze tredicenni. "E non si tratta di una tendenza triviale", ha affermato.

Benedetto XVI ha affrontato la questione della pornografia nel suo discorso del 16 aprile rivolto ai Vescovi americani durante la sua vista dello scorso anno negli Stati Uniti.
"I bambini hanno diritto di crescere con una sana comprensione della sessualità e il ruolo che le è proprio nelle relazioni umane", ha affermato. "Ad essi dovrebbero essere risparmiate le manifestazioni degradanti e la volgare manipolazione della sessualità oggi così prevalente".
I bambini hanno il diritto di essere educati secondo valori morali autentici, fondati sulla dignità della persona umana, ha proseguito il Pontefice.

"Che cosa significa parlare della protezione dei bimbi quando la pornografia e la violenza possono essere guardate in così tante case attraverso i mass media ampiamente disponibili oggi?", ha domandato.



Media Gone Wild: The Continuing Sexualization of Girls and Multiple Strategies to Stop It July 6, 2010

PORNO-MODA BAMBINE-MODELLE SU VOGUE

Pedoweb



























Nessun commento:

Posta un commento

ShareThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...