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Reports of sex offences in schools continue to rise, according to police figures obtained by a Tes investigation

domenica 6 febbraio 2011

POP PORNO (MUTATIS MUTANDE)

BUNGA BUNGA ROCK'N ROLL 
un puttanaio video-musicale



«Il 99% dei video in classifica  è porno soft».

Mike Stock, 58 anni, cantautore e produttore britannico della storica Stock, Aitken e Waterman, in un'intervista al Daily Mail ha criticato duramente i video musicali delle popstar Lady Gaga e Britney Spears, definendoli alla stregua della pornografia, “pura oscenità”.  «L'industria musicale è andata troppo oltre, le pop star moderne stanno esagerando. Non è possibile guardare i video musicali di stelle attuali, come Britney Spears o Lady Gaga. Sono preoccupato per i bambini che si rischia in questo modo di ipersessualizzare troppo presto, in età precoce», dice Stock.

Il produttore, che ha contribuito a lanciare la carriera della cantante australiana Kylie Minogue nel 1980, crede che cantanti come Britney e Lady Gaga debbano necessariamente abbassare i toni e non accentuare il sesso perché ci sono tanti ragazzi che le guardano. «Date un'occhiata ai video. Non vorrei che i miei bambini si mettano a guardare quella roba.  Sarei sicuramente in imbarazzo a stare lì con la mia mamma a guardare uno di questi video pop».

Gli artisti devono essere responsabili di come usano il sesso per vendere i loro prodotti. C'è una linea sottile tra la bellezza e l'hard-core.

MUTATIS MUTANDE

«Divertiamoci, questo beat è malato / voglio fare una cavalcata sul tuo bastone».

Se sei una donna superstar del pop porno a stelle e strisce, pare non esista altra modalità di comunicazione. La regola è: mettiti in mutande, ansima, ammicca, toccati, mostra il culo, allarga le gambe, dimenati, sii volgare.


Fasi 1 e 2 (quelle che puoi affrontare persino vestita): scrivi o fatti scrivere un pugno di canzoni in cui sia facilmente piazzabile qualche ardito sospiro, qualche evocativo mugugno e incidile nel nuovo album. Fasi 3 e 4 (le fasi in mutande): con un corpo di ballo che mima leccate sulle cosce, baci lesbo e accavallamenti vari tu - luminosa porno-popstar opportunamente in déshabillé - esegui le canzoni orgasmatiche un po’ ovunque, sul palco delle trasmissioni tv che ospitano il lancio dell’album ma soprattutto in vari ma monotematici videoclip.
E poi durante qualche uscita mondana fatti riprendere senza mutande: successo assicurato. L’ultima tendenza in fatto di porno-moda è l’assenza di slip. La prima a mostrarsi senza veli fu Sharon Stone nell’indimenticabile pellicola cinematografica “Basic Instinct”. L’attrice hollywoodiana spalancò le porte alle sue colleghe. Seguirono poi Britney Spears senza mutande, Paris Hilton per arrivare fino a Christina Aguilera e Lady Gaga. Stiamo parlando dell’ormai celebre upskirt, meglio conosciuto come il sollevamento della gonna che trova sempre pronti i fotografi alla ricerca di nuovi scoop.
"No, dai non smettere sono ancora a metà... Abbassami la lampo, vedo il tuo corpo che cresce"

Nel nuovo video per il nuovo singolo una Rihanna mai vista così scambia torride effusioni con Laetitia Casta (una Laetitia Casta mai vista così). Nel nuovo video per il nuovo singolo Beyoncé in babydoll sta in piedi e sdraiata. Nel nuovo video per il nuovo singolo, Christina Aguilera fa tutto quello che hanno appena fatto Beyoncé, Gaga, Rihanna, in più in una sequenza ha anche la tuta di lattex di Madonna, in un’altra ha la museruola e nell’ultima ansima, in mutande.

I video pop porno delle pop-pornostar Usa vanno in onda su Mtv, mutatis mutande

Christina Aguilera, 30 anni, un figlio di due dal marito megaproduttore e 45 milioni di dischi venduti nel mondo, è una che ha persino la voce («Sembra di un angelo»: Bocelli ne rimase estasiato ascoltandola alla radio). Forse non avrebbe bisogno di molto altro: invece no. Eccola che nell’album del suo ritorno, dal titolo 'Bionic”, si dà anche lei nel repertorio da boudoir, sostenendo - sembra un po’ questo il tema del cd - che anzi è un ganzissimo segno di potere da parte delle donne (purché donne con le poppe molto gonfiate) ululare cantando all’interlocutore 'Desnudate' o dammi 'Sex for Breakfast', fino a mimare un orgasmo nella canzone-singolo 'Not Myself Tonight'. Segno di potere.


Scene soft-porno-lesbo, pubblicità (neanche troppo) occulte, omicidi di massa alla Tarantino ma in salsa rosa, un'ambientazione socialmente delicata, diversi riferimenti cinematografici (dal "non torneremo mai più" di Thelma & Louise in versione bad bad girls alla Pussy Wagon su cui Uma Thurman fugge dall'ospedale in Kill Bill vol n°1) e soprattutto due prime donne d'eccezione: Lady GaGa e la sua più formosa collega Beyoncé. Il tutto colorato e movimentato dai improponibili vestiti eccentrici che non possono mai mancare, cappelli, pettinature e copricapo volutamente eccessivi e l'inconfondibile musica, quel elettro-pop-dance che fa furore in tutto il mondo e che ormai porta il marchio a fuoco di Lady GaGa. 



Si respirano atmosfere tra il lesbo e il sadomaso nel carcere femminile in cui Lady Gaga viene rinchiusa e subito spogliata dell' abito a strisce bianche e nere (mise da galeotta, ma ovviamente firmata, in questo caso da Jean Charles de Castelbajac), mentre nell'ora d'aria la popstar si presenta incatenata e coperta da occhiali fatti da cicche di sigarette per baciare una «macha» in giubbotto di pelle. Nuova scena, ora tra le celle, con Lady Gaga accompagnata da quattro ragazze in un ballo a ritmo dance dove tutte sono vestite di solo reggiseno e mutandine. Più avanti si sente anche una frase («I told you she didn' t have a dick») con riferimento alla voce che aveva fatto il giro del web: che lei fosse ermafrodito? Ennesimo look, ora fuori dal carcere a bordo di una pussymobile (qui l'omaggio è al Kill Bill di Tarantino) per arrivare in un ristorante (il tipico diner americano) in cui complice Beyoncé fa fuori un po' di gente grazie a una ricetta al veleno. Quindi la fuga delle assassine (ne parla anche il tg) con la promessa che non è finita («to be continued...»).


Realizzato come un vero film dallo svedese Jonas Åkerlund (che non si risparmia altre citazioni cinematografiche, come Russ Meyer, che predicava sesso e violenza ma in chiave ironica), «Telephone» sono nove minuti e 32 secondi di kitsch ben fatto, in cui abbonda il product placement, la pubblicità «occulta» ma consentita dalla legge, perché va bene esser artisti, ma sei sei una slot machine dello spettacolo come Lady Gaga dai un occhio anche al portafoglio. Sempre più tra porno-pop e porno-moda Lady Gaga, tanto che il sito americano Huffington Post si è divertito a estrapolare dal video i 16 look (e relativi stilisti che la vestono) in cui la cantante si mostra. Del resto se l'italoamericana ma newyorchese doc (all'anagrafe fa Stefani Joanne Angelina Germanotta) ha fatto del trasformismo la sua cifra - anche nel suo ultimo tour mostra i suoi mille volti: da vamp a suora cattiva, da mostro a angelo - ora esce allo scoperto e si mostra come mai aveva fatto prima.

Secondo la sociologa americana Camille Paglia, che in un articolo sulla rivista Times ha teorizzato il trionfo dell' erotismo di plastica della nuova generazione, incarnato proprio dalla sua icona pop, Lady Gaga, al secolo Stefani Germanotta, rappresenta la morte del sesso.
«Lady Gaga non è affatto sexy, è piuttosto simile a una marionetta spilungona o a un androide di plastica». La Paglia teorizza il trionfo dell'erotismo di plastica di una generazione, partendo proprio dall'analisi della sua nuova icona porno-pop. «Lady Gaga è un personaggio costruito a tavolino, e anche da poco», scrive la Paglia, domandandosi come possa essere diventata l'icona della sua generazione una figura così «artificiale, morbosa e stranamente asettica».


«Per Lady Gaga il sesso è più che altro una decorazione, apparenza, un falso mobile rococò realizzato in laminato». «È la morte del sesso?» si domanda a questo punto la studiosa. E provocatoria risponde: «Forse, lo status simbolico che il sesso ha rivestito per un secolo è andato perduto».

Rihanna e Laetitia Casta insieme in un video hot


Baci lesbo e sesso spinto ecco la nuova Britney Spears 28 settembre 2003

Il pop porno di Aguilera & amiche star




La donna è nuda, indossa solo un body color carne. I suoi lunghi capelli biondi gli scendono sopra il culo. E’ in una gabbia, fa scivolare provocatoriamente le sue dita dentro e fuori la sua bocca.
Non è la scena di un film pornografico, la donna in questione è Shakira, reginetta del pop porno, una delle quattro cantanti più ricche del mondo. Può essere liberamente e ossessivamente ammirata nel video del porno-singolo “She Wolf” da migliaia di giovani uomini e donne che si formeranno l’opinione che contorcersi in una gabbia è precisamente il modo in cui le donne ‘sexy’ devono comportarsi.
Allo stesso tempo, nel video del singolo “Rude Boy”, Rihanna, la porno-popstar Americana famosa per essere stata picchiata dal suo fidanzato, vestita in completo di pelle stile bondage, si contorce sul pavimento.
Temi porno che ritornano spesso: ragazze in una gabbia (come nel video delle Girls Aloud), ragazze vestite come animali, ragazze che si accarezzano lascivamente, ragazze distese come in procinto di essere stuprate. Donne dark, provocanti e volgari, inevitabilmente vestite come prostitute.
La psicologa Linda Papadopoulos ha scritto un rapporto di 100 pagine sulla violenza contro le donne in cui chiede di bandire i video pop troppo provocanti almeno fino alle 9 di sera. “I bambini e i più giovani sono esposti ad un sempre maggiore quantitativo di immagini ipersessualizzate”, scrive la Papadopoulos nel rapporto, “gli viene trasmesso incessantemente il messaggio che bisogna apparire sexy e provocanti”.
In Inghilterra entrambi i partiti Laburista e Conservatore hanno promesso delle leggi per combattere la precoce sessualizzazione delle giovani ragazze. David Cameron ha detto di aver provato a far smettere  alla propria giovane figlia di ascoltare la musica di Lily Allen per via delle liriche troppo “hard”, ma di aver fallito miserabilmente.
I genitori in effetti sono inermi di fronte al diluvio di porno-immagini e ai messaggi pericolosi che esse contengono che piovono da MTV e da YouTube.
Secondo la Papadopoulos la massiccia esposizione di immagini porno a cui sono sottoposti i bambini, dalla Pornografia vera e propria che viaggia sui internet e sui telefoni cellulari alla pubblicità sexy in televisione e sulle riviste patinate fino ai video musicali, ha l’effetto di distorcere nei giovani la percezione di sé stessi, incoraggiando i ragazzi ad assumere stili e atteggiamenti da macho dominante e le ragazze a presentarsi sessualmente disponibili e provocanti. Non a caso negli ultimi anni è emerso il fenomeno del bullismo sessuale che vede protagoniste molte giovani intente a pubblicare proprie foto di nudo sui social networks o a scambiarle tramite telefono cellulare, finendo poi per prostituirsi. 
"Lo studio dimostra che esiste un chiaro collegamento tra il consumo di immagini sessualizzate, la tendenza a vedere le donne come oggetti e l’accettazione dei comportamenti aggressivi come normali”, dice la Papadopolous, “le immagini che consumiamo e il modo in cui le consumiamo stanno facendo passare il messaggio che le donne debbano essere usate dagli uomini come oggetti sessuali".
Secondo Frank Furedi, professore di sociologia alla Kent University, "l’intera società è ipersessualizzata, il sesso è diventato la moneta comune attraverso cui gli adulti mandano continuamente il segnale ai giovani che il sesso è ciò che più conta”.
Uno studio sui contenuti di MTV condotto dal Parents’ Television Council Americano ha riscontrato 1,548 scene sessuali contenenti 3,056 rappresentazioni di sesso o nudità in sole 71 ore, ovvero una scena di sesso ogni 6.6 minuti.
Dove sono finite le Joni Mitchell, le Carole King, le Tracy Chapman, le Bjork di oggi? Scomparse, annichilite, cancellate dall’irresistibile ascesa delle porno-popstars, dal dominio delle video porno-immagini.
Su MTV e su Internet esiste una video-pornocultura mainstream in cui il sesso  è l’unica moneta: donne in bikini o in mutande o nude che ammiccano in mezzo a ragazzi in pose da macho che se la ridono.

Roll back the raunch: Explicit pop videos 'should be banned before the 9pm watershed' 26th February 2010




Raunch Culture

Show me where your dick's at

Sulla pornificazione della cultura popolare il giornalista Chris Hedges, autore diEmpire of Illusion: The End of Literacy and the Triumph of Spectacle, ha scritto di come il porno si è rapidamente trasformato contaminando la sfera pubblica e commerciale.
Quello che una volta era uno stile ribelle oggi è mainstream e ubiquo; quello che una volta era suggestivo oggi è graficamente esplicito, e, soprattutto, mirato verso un’audience di giovanissimi.
Il porno è evoluto dalla misoginia patinata di Playboy e dei film osceni venduti in negozi loschi: oggi rappresenta un business miliardario gestito da corporazioni,
è giunto fino alla sua logica conclusione: trasformare tutte le donne in merci sessuali eliminandole come esseri umani.
Il porno ha vinto la guerra culturale. La Pornografia e il mainstream commerciale si sono fusi”.

Lady Gaga: The Pornification of Popular Music

Talking Point: Is pop porn? 01 March 2010

THE TARGET IS CASH

La porno-popstar greca Julia Alexandratou, splendida 23enne, giunta al grande successo nel 2007 con il singolo-manifesto “The Target is Cash” – “L’obiettivo è il denaro” - è anche la prima celebrità della nazione ellenica ad apparire in un “sex tape” che ha fatto infuriare il Parlamento greco.

La Alexandratou ha pensato bene di girare un video hard con un misterioso uomo in una vasca a idromassaggio: nei primi dieci giorni di commercializzazione del video, filmato, ha precisato Julia, "per uso privato", l'incasso è stato di oltre 4,5 milioni di sterline.

GIRA SEX TAPE NELLA VASCA STAR FA INFURIARE LA GRECIA 17/3/2010
PORNO ROCK

Assistiamo oggi alla definitiva resa creativa della triade “sex, drug & rock’n’roll, ormai completamente spogliata del suo potenziale eversivo, del tutto asservita ai dettami del Porno Impero, alla commercializzazione-mercificazione del corpo.

Drogarsi oggi non ha più niente di rivoluzionario: l’esplorazione psichedelica, l’espansione della coscienza, il progetto comunitario anti-capitalista, hanno lasciato il passo al nichilismo radicale porno-liberalista, alla cultura del narcisismo, allo sballo individualista, al conformismo, alla fuga dalla realtà persi nel tunnel del divertimento.

Il sesso è considerato una merce di scambio o ricerca edonistica di un piacere fine a se stesso, del tutto slegato da qualsiasi discorso rivoluzionario, perfino dalla riproduzione.

La liberazione c’è stata ma è stata più che altro una liberalizzazione di tutti gli stili trasgressivi, delle identità e delle pratiche sessuali alternative, in un contesto di capitalismo selvaggio di dimensione globale. 

La musica rock, la musica ribelle per eccellenza, ormai pienamente assorbita dalle majors dell’industria musicale è diventata musica commerciale asservita ad una sola logica, una sola ideologia, una sola politica, quella del consumo.

«Mentre i reduci delle barricate scontano così l’intima contraddizione di chi ha vinto la battaglia per liberare musica, sesso e droga, e ora si ritrova sconfitto dalla sua stessa vittoria, il consumismo protende i suoi tentacoli in tutti gli aspetti della vita quotidiana». Piero Scaruffi, “Soria del Rock Vol. 3”.

La musica alternativa, impegnata, di protesta, della controcultura psichedelica, promossa da Woodstock a musica di massa, è diventata musica di consumo poiché i suoi eroi, non più emarginati ma pubblicizzati, si sono fatti comprare dall’industria culturale musicale, hanno cominciato a vendere milioni di dischi facendosi risucchiare dalla logica porno-economica del mercato rinunciando al sogno dell’autogestione comunitaria.

Il rock rivoluzionario degli anni Sessanta, della Woodstock generation, era nato dalle ceneri del rock’n’roll americano, la “musica del diavolo”, come fenomeno decisamente alternativo, proletario e sottoproletario, diventando la colonna sonora di tutti gli avvenimenti della ribellione giovanile, dalla contestazione di Berkeley agli hippie di San Francisco, dai disordini razziali alle marce pacifiste. All’inizio degli anni Settanta la situazione è mutata nettamente: il rock, assorbito dalle strutture commerciali dell’industria musicale, è diventato un genere di consumo confondendosi con tutte le espressioni del pop da classifica. 


LIKE A VIRGIN: PORNO MADONNA

You know that we are living in a material world
And I am a material girl

Il Pop Porno, la mercificazione della musica popolare operata dall’industria dello spettacolo mediante la prostituzione del corpo femminile, oggi anche maschile, è stato scientificamente consacrato da Madonna. 

Un progetto scandaloso, dissacrante e blasfemo, fin dall’inizio, reso esplicito da quel nome altisonante, che aspira a corrompere e rovesciare il mito mariano. 

Un assalto pop di ispirazione sadiana alla religione, al puritanesimo, alla moralità pubblica.

La ragazzetta paffutella del Michigan affascinata dalle mille luci di New York, secondo la leggenda sarebbe arrivata con una trentina di dollari in tasca. Miss Ciccone frequenta le discoteche e ha voglia di sfondare: è una ballerina in cerca di identità che ama la disco music di Donna Summer e il funk degli Chic e canta come può. Madonna ha vissuto a New York versando in grosse difficoltà economiche, adattandosi a compiere diversi lavori, come quello della modella per studenti di pittura o per pornografi. Le immagini più osè, guarda caso, spuntano a inizio carriera su Playboy e Penthouse, spunterà poi anche un film porno, alimentando il mito della porno Madonna.

L’album di esordio rimane il disco più fresco della sua carriera. Holiday, Lucky Star, Everybody, Bordeline, canzonette pop-dance irresistibili, apparentemente ingenue, caratterizzate dal suono dei sintetizzatori e delle drum machines, diventano subito degli hit, dei classici anni Ottanta, ma è soprattutto il suo look concepito dalla stilista Marisol a colpire l’immaginario popolare, quell’immagine da lolita sbarazzina che rivendica la sua libertà sessuale in polemica con i diktat religiosi - indossa crocifissi e rosari insieme a maglie stracciate, cinture borchiate e catene portate in vita.

Con l’album Like a Virgin, prodotto da Nile Rodgers, nel 1984 si impone vestita da Marilyn che scende dalle scale bramando i gioielli in Material Girl e mentre ansima su una gondola a Venezia per Like A Virgin. Due manifesti, che vanno di pari passo con l’immagine venduta. Nella ristampa c’è anche Into The Groove, un altra hit pop-dance anni ‘80 stratosferica dal film Cercasi Susan Disperatamente. L'album raggiunge la posizione numero 1 della "Billboard Top 200 Albums Chart" lanciato soprattutto dal successo della title track Like a Virgin (al primo posto per 6 settimane in America e in molti paesi del mondo), un successo planetario che ha venduto nel mondo oltre 21 milioni di copie.

In the midnight hour I can feel your power
Just like a prayer you know I'll take you there

Nel 1989 arriva la prima accusa di blasfemia per “Like a Prayer” - nel video bacia un Gesù nero - ma lo scandalo sembra giustificato dall’arte. Anche in Express Yourself è incatenata nuda ma lo è, appunto, per la libertà di espressione. 
Nel video di Like a Prayer un'inedita Madonna con i capelli castani è testimone dell'aggressione ad una donna nel cuore della notte. Mentre i veri malviventi (bianchi) se la svignano, un ragazzo di colore accorso in aiuto viene ingiustamente ritenuto responsabile dell'accaduto ed arrestato. Sarà la nostra eroina a far trionfare la giustizia, scagionando l'innocente. Peccato che, prima di maturare la decisione che porterà al lieto fine, la cantante debba, più o meno nell'ordine: entrare in una chiesa in sottoveste, assistere alla lacrimazione della statua di un santo che poi si trasforma in persona umana (toh, assomiglia al ragazzo finito in prigione!), scambiarsi varie effusioni col neo-reincarnato, ricevere le stimmate da un coltello caduto dal simulacro ed incautamente raccolto, ballare incitata da un coro che sembra essersi materializzato dal nulla, dimenarsi in un campo pieno di croci infuocate. Alla fine il redivivo torna a svolgere il suo onesto mestiere di statua e Madonna si sveglia al canto del coro: era solo un sogno, ora si può andare al commissariato e mettere la parola "amen" alla storia.
l'intenzione di Madonna è di rompere ogni regola possibile, unendo Broadway, rock, moda e spettacolo, in una rappresentazione teatrale, facendo rivivere, allo spettatore, un vero e proprio video musicale.  Vincent Paterson, co-direore del Blond Ambition Tour .
Il Blond Ambition Tour  è il secondo tour mondiale della cantante Madonna, effettuato nel 1990 per promuovere l' album Like a Prayer e la colonna sonora I'm Breathless. Definito in Gran Bretagna come uno "spettacolo teatrale", in cui arte, spettacolo e danza creano un concerto fuori dagli schemi tradizionali, rappresentando dal vivo un lungometraggio elaborato e innovativo. Il tour mondiale durò circa quattro mesi, all'inizio sponsorizzato dalla Pepsi, che rescisse il contratto da tre milioni di dollari, a causa della controversia riguardante il video di Like a Prayer. Fu la Pioneer che subentrò come sponsor ufficiale del tour. Solo per i concerti giapponesi, Madonna fu pagata circa ventotto milioni di dollari. Diciotto camion e un jet privato 747, trasportarono l'intera attrezzatura tecnica. Tre stages si alternarono nelle città. Oltre cento persone e 1 giorno di lavoro per il montaggio del gigantesco palco.
Il 29 maggio, a Toronto, alla fine della lunga maratona durata tre giorni in Canada, la Polizia locale si presenta prima dell'inizio dello show, intimando la cantante a cambiare alcune parti dello spettacolo in quanto ritenuto "osceno" nei contenuti. Madonna si rifiuta, preferisce cancellare il concerto che cambiarne le impostazioni e, per tutta risposta, calca ancora di più la scena della masturbazione durate lo spettacolo. La Polizia avvisa il Manager, Freddy DeMann, della possibilità dell'arresto della cantante a fine serata. A fine concerto, però, le accuse di "atti osceni in luogo pubblico" vengo ritirare, dopo un'accurata supervisione allo show da parte delle Giubbe rosse, l'arresto avrebbe sicuramente creato uno scandalo internazionale e pubblicizzato indirettamente lo spettacolo. Il 9 luglio Madonna arriva in Italia. Da diversi giorni le polemiche per il suo show si fecero pressanti sull'organizzatore, David Zard, affinché le date italiane venissero cancellate a causa dei contenuti dichiarati pornografici, da parte di alcune associazioni cattoliche molto vicine alla Santa Sede. La pubblicità negativa e la messa in vendita dei biglietti a solo 3 settimane dal primo concerto italiano, ne reputano un flop clamoroso (si parla di circa 50mila biglietti venduti per le date di Roma e Torino). All'arrivo all'aeroporto di Ciampino, Madonna e Pat Leonard ebbero l'idea di indire una conferenza stampa per spingere la vendita dei biglietti. Madonna disse ai giornalisti riuniti, di essere orgogliosa di essere italoamericana e di essere cresciuta in un Paese "che crede nella libertà di parola e di espressione artistica". Disse che il suo show, era una rappresentazione teatrale che conduceva il pubblico in "un viaggio emozionale ... e sta al pubblico giudicare". Le polemiche, però, non si fermano, la seconda data di Roma venne cancellata, mentre la quarta data non venne più presa in considerazione dall'organizzazione David Zard (ufficialmente in tour doveva finire in Italia, a Verona o Firenze). A Londra, la seconda data viene trasmessa in diretta dalla radio BBC1, che, chiese alla cantante un'autocensura durante lo show riguardo alla pronuncia di certi vocaboli: per tutto punto, la parola f*ck, venne pronunciata ben 27 volte durante il concerto.
My name is Dita
I'll be your mistress tonight
I'd like to put you in a trance

Gli inizi degli anni Novanta sono stati definiti per la cantante italo-americana gli anni della “fase sex”. Nel 1992 escono nel giro di pochi mesi il libro fotografico “Sex”, l’album “Erotica” e il film “Corpo del Reato” diretto da Uli Edel. Il primo singolo estratto dall’album si chiama “Erotica” ed è un concentrato esplosivo di contenuti sessuali. Il testo è abbastanza spinto e il video musicale lo è ancora di più. Madonna interpreta il ruolo di una mistress sadomaso che ha l’obiettivo di insegnare le arti del piacere erotico.
Le foto di Sex, opera di Steven Meisel, intendono rappresentare le fantasie sessuali della cantante, molte delle quali di natura sadomaso e omosessuale. Tra le comparse, figurano Naomi Campbell, Isabella Rossellini e il rapper Vanilla Ice. Il libro contiene anche dei testi nello stesso spirito delle immagini e un CD con il brano Erotic, una versione speciale del singolo Erotica. Il libro ha un'enorme eco a livello internazionale ed è presto esaurito. Oggi fuori stampa, è diventato un oggetto da collezionisti.
Il film Body of evidence - Corpo del reato (1993), che racconta della relazione tra una gallerista accusata di omicidio e il suo difensore, viene definito un plagio del più fortunato Basic Instinct e accusato di essere eccessivamente esplicito nelle scene di sesso (spesso sadomaso) tra i protagonisti.
Nel 1993 recita nella commedia di Woody Allen Ombre e nebbia, al fianco di Mia Farrow e John Malkovich e nell'autunno dello stesso anno parte il Girlie Show, il terzo tour mondiale della cantante, che in 38 tappe tocca Europa, Stati Uniti, Giappone e per la prima volta Israele,Turchia, America Latina e Australia.
Justify My Love è uno dei due inediti contenuti nel primo greatest hits di Madonna, The Immaculate Collection uscito nel 1990. Scritta originariamente da Ingrid Chavez, co-autrice insieme a Lenny Kravitz  è stata poi accreditata a Lenny Kravitz e Madonna. La canzone è caratterizzata da frasi sussurrate e da cori in sottofondo, fortemente distorti. Il video, firmato da Jean-Baptiste Mondino, è sicuramente uno dei più controversi mai realizzati. Per il contenuto fortemente erotico fu censurato da MTV e mandato in onda solo di notte. Il clip è ambientato in un hotel, dove si svolge uno strano party. Protagonisti del video sono i ballerini di Madonna, che hanno partecipato al Blond Ambition Tour e il suo fidanzato dell'epoca, l'attore e modello Tony Ward. ABC's Nightline, programma americano, mandò in onda il video (non censurato) alla presenza di Madonna, ospite della trasmissione per difendere la sua posizione ed esprimere le sue idee sulla censura.

In un concerto-evento a Roma del "Confessions Tour", in uno stadio gremito da fan di tutte le età a poco più di un chilometro da Città del Vaticano, la regina del pop porno viene nuovamente accusata di blasfemia per aver indossato una finta corona di spine e poi aver simulato una crocifissione  su una croce luminosa.

Il Vaticano l'aveva accusata di blasfemia per aver solo considerato l'idea di rappresentare la crocifissione sul palco, cosa che ha fatto irritare ancor di più Madonna che ha invitato Papa Benedetto a venire a vedere la sua performance. Le provocazioni del concerto, durato oltre 2 ore e mezza, sono continuate quando a un certo punto la diva ha mostrato foto del Papa dopo quelle di Benito Mussolini.

"Sapete quali sono due miracoli avvenuti a Roma?", ha chiesto, strizzata in una tuta a pelle nera, "l'Italia ha vinto la Coppa del mondo e la pioggia ha smesso di cadere poco prima del mio show". 

Infine, l’ennesimo scandalo, la consacrazione definitiva del pop-porno, in diretta tv  all'edizione 2003 degli Mtv Video Music Awards, con il bacio lesbico a Britney Spears e Christina Aguilera, sue giovani epigoni, modello imprescindibile per la porn-generation degli anni Duemila.



Lady Gaga mette il rosario nella bocca, e penso che quando si mischia spiritualità con sessualità in una sola pentola, succedono cose cattive”. Kate Perry

Croci posizionate sulle parte intime, costumi da suora rossi, rosari ingoiati e ambigue simulazioni di scene di sesso ed in cui vengono bruciate delle croci, fanno impallidire a distanza di venti anni il video “Like a prayer” di Madonna, di cui molti considerano Lady Gaga l’erede.


Immagini in bianco e nero dove fra scene di sesso e riti religiosi campeggia il rosso, colore della passione e del sangue. Il nuovo video di Lady GaGa "Alejandro" è apparentemente  visionario, in realtà costruito ad arte per scandalizzare e ovviamente vendere. Quasi nove minuti diretti dal fotografo di moda Steven Klein in cui la star sfoggia il lato blasfemo. Prima travestita da suora ingoia un rosario e poi da vescovo si intrattiene in scene hot con ballerini seminudi..
Scene di violenza e disperazione, proprio come è avvenuto nella recente esibizione dell'artista che ha creato imbarazzo e polemiche feroci in Inghilterra da parte di molti genitori. In un momento dello show la porno_popstar è 'vittima' di atti di cannibalismo dei suoi ballerini. Ciò è avvenuto dopo la morte di 12 persone per mano di un pazzo a Cumbria e un 40enne incriminato per l'omicidio di tre prostitute. 

Lady GaGa non si fa alcuno scrupolo a s
trumentalizzare la cultura della violenza e dell’osceno pur di far parlare di se: alterna pratiche sadomaso con frustini ed evidenti richiami agli scandali che hanno colpito la Chiesa in questi ultimi tempi
Non mancano, infatti, crocifissi e abiti talari.
Mescolati come sempre con maestria alla 'haute couture', in perfetto stile pop-porno. Per dirigerla, infatti, ha scelto Klein, il fotografo che ha realizzato i più bei servizi fotografici della storia di "Vogue".


In Italia la svolta “hard-pop” si deve al duo Paola & Chiara, fin dall’inizio caratterizzatesi per gli ammicamenti e l’ambiguità sessuale, comparse nude nel video di «Kamasutra», prodotto dalle stesse cantanti, pensato per offrire «provocazioni estreme tra eros e immaginazione nel segno dell'hard-pop», in cui Paola e Chiara sono riprese in atteggiamenti sado-maso, ad alto tasso erotico. E in cui compare anche Rosalinda Celentano.
«Volevamo una situazione estrema, per niente canonizzata agli standard singolo-promozione - spiegavano le sorelle milanesi - più che un video, lo consideriamo una specie di art-project». Un progetto pop-porno. «Spero che la gente non pensi solo al nudo in sé – diceva chiara - sono molto più di due corpi: ci piaceva l'idea di usare anche il corpo per esprimere delle emozioni». « "Kamasutra" - concludeva - è solo un'idea dell'amore portata all'estremo. Noi stesse, nel video, ne abbiamo stravolto l'immagine più classica».
Il video ha colpito nel segno, suscitando un mare di polemiche. Dopo le proteste per la parziale anticipazione della loro canzone sanremese su Internet, a suscitare critiche nei confronti delle porno-sorelline è stata l'inclusione del video "Kamasutra" nel loro nuovo Dvd, una raccolta di 19 video realizzati nel corso della loro carriera. Uscito in contemporanea all'album "Greatest Hits". Il Moige ha chiesto di censurare il dvd ai minori di 14 anni. A protestare sono stati diversi genitori che dopo l'apparizione delle due porno-popstar a Sanremo (sono state le prime eliminate insieme a Umberto Tozzi), hanno voluto accontentare i figli adolescenti e hanno acquistato il nuovo Dvd, ignorando che tra i video inclusi nella tracklist ci fosse anche "Kamasutra".
Le scene che hanno fatto infuriare gli "incauti" genitori sono quelle in cui Paola, con gli occhi chiusi da cerotti, si strizza i capezzoli, e quella in cui Chiara infila voluttuosamente la mano negli slip di un uomo. "Il dvd di Paola e Chiara dovrebbe essere vietato ai minori di 14 anni – ha affermato Elisabetta Scala, responsabile dell'Osservatorio tv del Moige - dovrebbe esserci una scritta esterna che sconsiglia l'acquisto ai minori di quella età, oppure un preavviso riguardo ai contenuti più o meno forti all'interno. Moltissime ragazzine hanno comprato il video pensando di vedere la versione sanremese e inconsapevolmente si sono trovate di fronte a queste immagini. E' una cosa assolutamente subdola, non è spiegata nè esplicitata".



Antesignane anni '80 del pop porno, Sabrina Salerno e Samantha Fox, sono tornate a far parlare di loro: dal palco di Nizza, in concerto per presentare il loro nuovo singolo in coppia, "Call Me" (cover di un'altra icona degli Eighties, Debbie Harry e dei suoi Blondie), la Fox e la Salerno si sono esibite in un bacio saffico labbra su labbra. 


La Fox, per adeguarsi al porno trend, ha fatto anche coming out riguardo alla propria omosessualità, a 40 anni passati, smentendo la sua nomea di femme fatale.

A 47 anni, Sabrina Salerno si è fatta notare per un uso fin troppo disinvolto dei social, puntando, oggi come ieri, sul suo "generoso" décolleté. 


Scoperta da Claudio CecchettoL'ex regina dell'italo disco raggiunse il successo grazie al noto tormentone "Boys, boys, boys", ammicante e sbarazzino: in Spagna e Regno Unito Sabrina dominò le classifiche, tra Michael Jackson e Madonna, per settimane, e di lì al 1996 avrebbe venduto 20 milioni di dischi. Raggiunse la terza posizione della classifica britannica, traguardo tagliato per prima volta da un'artista italiana. Mentre il video, in bikini bianco per l'epoca troppo sexy, le valsa la censura da Mtv.

Ahh, touch me

(This is the night)
Ahh, touch me
I want to feel your body


Samantha Karen Fox nel 1983, a soli 16 anni, cominciò ad apparire sulla Page 3 del giornale The Sun, nota per la procacità delle modelle, e vi rimase fino all'età di 20. In questo periodo divenne la più popolare pin-up girl dell'epoca, così come una delle donne britanniche più fotografate degli anni '80.

Ottenne una grande popolarità anche grazie ai singoli pop porno ante-litteram Touch Me (I Want Your Body) (1986), che raggiunse le vette delle classifiche internazionali di Gran BretagnaStati UnitiSvezia e Australia, e Nothing's Gonna Stop Me Now (1987).



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1 commento:

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