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sabato 12 febbraio 2011

ORGASM INC. Il Business dell'Orgasmo

“Il 43% delle donne tra i 18 e i 59 anni soffre di disfunzione sessuale femminile”  meglio nota come DSF.
E’ difficile da credere ma un dato come questo, diffuso senza controllo e senza regole, può generare una guerra tra corporazioni e allo stesso tempo un pericolo reale per le società sviluppate.
Solo in America 40 mln di donne soffrirebbero di DSF”. Questa è la sintesi di una più o meno nota ricerca scientifica degli anni ‘90 di un più o meno noto istituto di ricerca americano da cui è partita l’indagine, durata 9 anni, di questo intelligente e accurato film documentario.
Liz Canner, autrice, produttrice e regista di ORGASM INC., viene ingaggiata da una casa farmaceutica per produrre materiali audiovisivi da utilizzare per dei test scientifici per una pomata utile al sesso;  e invece si trova a raccontare con estrema chiarezza il sistema con il quale uno gruppo di corporazioni private possono far credere a centinaia di milioni di persone di avere una malattia che non esiste.
Badate bene: il film non fa delle semplici supposizioni ma prova scientificamente questa tesi.
Torniamo un momento alla DSF, ovvero alla Disfunzione Sessuale Femminile (in ingleseFSD Female Sexual Disfunction) che si manifesta, come sostengono una decina di multinazionali farmaceutiche, come segue:
-          Assenza del desiderio
-          Assenza del piacere
-          Sofferenza durante i rapporti sessuali
Con l’improvvisa apparizione della DSF inizia una guerra tra multinazionali alla ricerca di un nuovo business milionario.
La notizia di questa nuova malattia entra nel sistema mediatico e, improvvisamente, si muovono centinaia di milioni di dollari per trovare il SEXCESS, ovvero la formula medica per avere dei rapporti sessuali femminili di successo.
Si è fatto con il Viagra per gli uomini con problemi erettili e perché non provare anche con le donne affette da DSF?
La macchina è partita e da una parte ci sono aziende che cercando la pillola o la pomata che aumenta l’irrorazione sanguigna, oppure il cerotto al testosterone, e dall’altra parte ci sono aziende che affrontano il problema chirurgicamente proponendo l’inserimento di un elettrodo chiamato ORGASMATRON nella spina dorsale, oppure rimodellando le labbra vaginali, pratica chirurgica nota come VAGINOPLASTICA. Quest’ultima è una vera e propria mutilazione genitale che porta con sé rischi enormi come: emorragie con pericolo di vita, infezioni, cicatrici, dolori cronici e perdita del piacere. Non sono da meno i pericoli del cerotto al testosterone che aumenta le probabilità di cancro al seno.
E qui c’è il paradosso: mentre in tutto il mondo diminuiscono le pratiche di mutilazione genitale, specialmente nei paesi sottosviluppati, nei paesi più avanzati aumentano a causa della moda della VAGINOPLASTICA. Incredibile no?
E’ proprio questo paradosso che rende questo film estremamente interessante. Non tanto  la capacità manipolatoria delle grandi multinazionali, che viene ormai raccontata da anni, ma la constatazione evidente della vittimizzazione mediatica, medica e chirurgica della donna nella nostra cultura e che ha come scopo quello di far guadagnare un sacco di soldi ad aziende, lobby, corporazioni e ad alcuni professionisti della medicina senza scrupoli dei nostri giorni.
Orgasm.Inc. è sottotitolato “La strana scienza del piacere femminile” e sostiene apertamente che il disturbo “disfunzione sessuale femminile” (FSD) sia nato al solo scopo di indurre le donne a consumare la versione “rosa” del Viagra.
Secondo il film, a questo scopo sono state anche diffuse notizie false, come quella che il 43 per cento delle donne americane soffrono di qualche forma di anorgasmia, mentre l’80 per cento di loro hanno problemi con la loro immagine corporea (in realtà, proprio la regista di Orgasm.inc ha scoperto che questa cifra di 43% di donne anorgasmiche è stata citata in un studio del 1994, dedicato a una vasta gamma di problemi sessuali, compresa la mancanza di desiderio, l’ansia da prestazione, il dolore durante il sesso ed altro).  Liz Canner, la regista di Orgasm.inc, ha cominciato a girare il suo film dopo essere stata assunta da una casa farmaceutica californiana per “ottimizzare” dei film porno per un uso prettamente femminile. Essi dovevano infatti essere utilizzati negli studi clinici della casa farmaceutica per testare l’efficacia di un nuovo prodotto che prometteva di migliorare la libido femminile. La casa farmaceutica è la Vivus; il prodotto si chiamava Alista.
La Canner scopre così un mondo che non conosceva e comincia ad intervistare un certo numero di critici sul “Viagra rosa”, tra cui Ray Moyniham  giornalista, scrittore per il British Medical Journal, il quale conferma i suoi dubbi: le case farmaceutiche stanno cercando di trasformare persone normali e in buona salute in pazienti per lucrare sulle loro insoddisfazioni sessuali.
Sempre nel film, ancora più inquietanti appaiono gli interventi chirurgici destinati a migliorare la risposta sessuale femminile. Commercializzati con lo slogan “dare delle scelte alle donne “, questi interventi includono vaginoplastica, riduzione delle labbra, ecc. che ai più smaliziati suonano come forme volontarie di mutilazione genitale.
Il mese scorso i giornali di tutto il mondo annunciavano la scoperta, quasi miracolosa, del “segreto dell’eccitazione sessuale femminile” e il relativo farmaco sperimentale «UK-414,495», già definito, per l’ennesima volta, il «viagra rosa». Secondo quanto reso noto sul British Journal of Pharmacology il “segreto femminile” sarebbe dunque una sostanza che, attivata dalla stimolazione del nervo pelvico, aumenterebbe l’afflusso di sangue ai genitali femminili e quindi determinerebbe il «risveglio» di lei. Ne seguiremo gli sviluppi.
Il 18 giugno prossimo invece, la società farmaceutica tedesca Boehringer Ingelheim chiederà l’approvazione alla Food and Drug Administration (FDA, l’Ente di vigilanza sui prodotti di carattere medico e sanitario che vengono commercializzati negli Stati Uniti) di un altro “viagra rosa”,  il farmaco Flibanserin (che potrebbe essere messo in commercio negli USA con i nomi di Ectris e / o Girosa).
Questo farmaco è un antidepressivo poco efficace, che viene ora riciclato per curare la carenza di desiderio sessuale nelle donne (desiderio sessuale ipoattivo, o HSDD, disturbo incluso nel manuale diagnostico dell’American Psychiatric Association nel 2002, definito come una “persistente mancanza di desiderio sessuale, che genera ansia”). Il farmaco dovrebbe essere assunto ogni giorno per un un mese, prima che si possano vedere i suoi effetti benefici sulla libido femminile. Tuttavia, molti addetti ai lavori restano scettici nei confronti di questo medicinale,  soprattutto perché è difficile misurare scientificamente la sua efficacia, in quanto a tutt’oggi non sono stati pubblicati i dati che lo riguardano e la comunità scientifica non è ancora in grado di studiarlo e conoscerlo meglio.
Invece di fornire i dati scientifici sul farmaco, lo scorso novembre la società farmaceutica ha organizzato una conferenza nella quale si è parlato di una “differenza significativa ”ottenuta tra la somministrazione del farmaco vero e proprio e il placebo (per la cronaca, quando viene testato un nuovo medicinale, a metà dei partecipanti allo studio viene somministrato il farmaco, mentre all’altra metà viene somministrato un placebo, cioè una sostanza neutra, che non ha alcun effetto particolare sull’organismo. Mettendo a confronto i risultati dei due gruppi si capisce se vi è una “differenza significativa” nell’efficacia del farmaco “vero”).
La “differenza significativa” riguarda in questo caso una (sottolineo una) esperienza sessuale in più ogni mese per le donne che usano Flibanserin. Non si hanno invece notizie sugli effetti collaterali, ma ciò nonostante la Boehringer Ingelheim già pensa al marketing del prodotto ed ha aperto siti web molto “patinati” rivolti alle donne, chiamati Brain Sex Body o sexandhealthieryou. I messaggi sul disturbo sessuale ipoattivo delle donne sono pubblicati anche su Twitter. Sembra che la casa farmaceutica stia anche contattando dei sessuologi per firmare degli articoli giornalistici già scritti, che dovranno essere pubblicati sulle riviste e sui siti web.  Inoltre si prevedono numerosi eventi di ‘formazione’ (descritti come ‘tavole rotonde’) per gli operatori, affinché conoscano meglio l’HSDD.
In Europa, sempre per curare la mancanza di desiderio sessuale femminile è già diffuso il cerotto Intrinsa, (in USA non approvato dal FDA), a base di testosterone, che però non è risultato efficace nel trattare il disturbo, almeno nei termini annunciati dalla tanta pubblicità che ne ha anticipato il suo lancio in farmacia.
Quello che appare certo a questo punto è che la mancanza di desiderio femminile sia ancoraun grande mistero: nessuno sembra capire da cosa derivi e dunque quali rimedi possano curarla (trattamenti ormonali? antidepressivi? interventi chirurgici? altro?)
Vogliamo provare dunque a svelare quale è il segreto di questo “mistero” irrisolto? Aspettiamo i vostri pareri. Intanto comincio con il mio:
I problemi femminili dell’orgasmo riguardano fattori legati soprattutto alle cattive relazioni di coppia, alla mancanza di una adeguata educazione sessuale, alla scarsa qualità della vita di molte donne, che per dare benessere agli altri (genitori anziani, mariti, figli e nipoti) spesso si “dimenticano” di pensare a sé stesse.



PORNO CHIRURGIA The Perfect Vagina





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