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martedì 18 gennaio 2011

PORNO POPULISMO

«Per quanto riguarda la pubblicità si tratta di conferire all'oggetto quell'immaginaria qualità femminile di essere sempre disponibile» (J. Baudrillard, "Della Seduzione").

Secondo il decimo rapporto Eurispes-Telefono Azzurro (reso noto a novembre del 2009), basato su un particolare sondaggio che ha riguardato 1.090 bambini tra i 7 e gli 11 anni, il 16% dei bambini vorrebbe essere come Valentino Rossi, il grande campione di moto (e anche di evasione fiscale), mentre l’8,2% esprime grande apprezzamento per Belen Rodriguez, la pornostar argentina, attuale compagna del porno-fotografo Fabrizio Corona, famosa per aver mostrato più volte nel corso del programma “Sarabanda” il suo sublime fondoschiena in primo piano e in prima serata, mandando in visibilio le masse di porno-spettatori. Un altro 4,3% ha nominato anche Paris Hilton, la nota porno-ereditiera regina del porno-gossip e cliccatissima sulla rete. È con questi porno-modelli di riferimento che il porno-impero domina incontrastato, coltivando fin dalla più tenera età i suoi futuri adepti.

[…] Da un analisi dei contenuti dei programmi televisivi condotta negli Stati Uniti, è emerso che in genere i bambini che guardano molto la televisione hanno già a tre anni concezioni dei ruoli sessuali più stereotipate rispetto a quelli che la guardano di meno ed inoltre il suo potere è talmente elevato da riuscire non solo a modificare vecchi stereotipi ma addirittura a crearne di nuovi […] (Patricia M. Greenfeeld, “Mente e Media. Gli effetti della televisione dei computer e dei videogiochi sui bambini”, trad. it., di Maria Cristina Carbone, Roma, Armando Editore, 1985).

[…] La capacità di tali modelli di farsi “norma” attraverso la loro “normalità” e di influenzare in maniera potentissima l’autoidentificazione e l’autoapprovazione femminile, si dimostra in maniera evidente anche nel rapporto delle donne col loro corpo. Difatti, accanto alle tante tradizionali micro-correzioni richieste, paradossalmente, come attenzioni “normali” per rendere il corpo più “femminile” (in realtà, più artificialmente aderente al modello approvato), oltre all’eliminazione dei peli superflui, al trattamento delle unghie, alla riduzione delle sopracciglia, al colore e trattamento dei capelli, all’innalzamento della statura attraverso i tacchi, attualmente si è aggiunto anche il fenomeno del ricorso di massa alla chirurgia estetica, da parte di donne angosciate dai loro corpi non-a-norma, per correggere ogni minimo dettaglio fisico, e finanche per “normalizzare” i genitali esterni femminili. Nuove immagini, vecchio sessismo. […] (“Porno, Sesso e Potere”, di Annalisa Verza, tratto dal numero 14 di “Diogene”, dossier: “La Prostituta: Vittima o Degenerata?”).

Il porno-impero si poggia essenzialmente sul “porno-star-system”, ovvero la creazione continua di nuove pornostar asservite da utilizzare per alimentare la porno-addiction e la porno-fabbrica del consenso. Il porno-divismo consiste nella porno-divinizzazione dei personaggi amati dal pubblico che si prestano al gioco del porno-populismo lasciando che la propria immagine, trasmessa incessantemente da tv, cinema, giornali, rotocalchi, Internet, diventi una icona onnipresente nella vita della gente comune, al pari di quello che era stato per le icone religiose del passato.

Quindi, nel porno-star-system rientrano non solo i porno-divi e le porno-dive vere e proprie, come Ilona Staller, Moana Pozzi, Eva Henger, Rocco Siffredi, ovvero i porno-professionisti, che non a caso finiscono per essere impiegati oltre che nel porno-cinema anche nella porno-tv, nella porno-pubblicità, nel porno-intrattenimento, nella porno-politica, ma tutte quelle star che si vendono al porno-impero: porno-calciatori, porno-atleti, porno-soubrette,

porno-modelle, porno-modelli, porno-attori, porno-attrici, porno-registi, porno-pubblicitari, porno-politici, porno-imprenditori, porno-intellettuali, porno-opinion leaders, porno-giornalisti, porno-artisti, e chi più ne ha più ne metta, tutti strumenti della porno-propaganda e la porno-pubblicità.

Silvio Berlusconi è un caso singolare, non unico, di porno-Presidente auto-porno-divinizzatosi, conosciuto in tutto il mondo per le sue battute sessiste, i suoi festini porno-governativi, la sua politica porno-populista. Si noti bene che lo sputtanamento di Berlusconi (insieme ad una intera classe di pornocrati), in seguito alle esternazioni della sua ex moglie Veronica Lario e alle registrazioni della escort Patrizia D’Addario, invece di provocare il suo declino, ha avuto l’effetto di accrescere la sua porno-popolarità, grazie al porno-star-system che lo stesso Berlusconi controlla attraverso il suo porno-impero mass-mediatico.

E così, il “ciarpame senza pudore” continua a regnare sovrano…

PORNO IMPERO IL LIBRO

Berlusconi, Lario, Chiesa, veline e politica porno-pop 06 maggio 2009

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